1987 - 1992:
L'INIZIO DELLA PASSIONE E I SOGNI

Mi chiamo Marco, conosciuto su Internet come Marco Underground DJ o più semplicemente Marco UDJ, classe 1979. La mia passione per i videogiochi inizia all'incirca nel 1987 e siamo a Rio de Janeiro in Brasile, paese dove sono nato e ho vissuto fino all'età di 13 anni. A 8 anni mi venne regalato un Atari 2600 usato insieme a varie cartucce e con il quale ci giocavo su una TV in bianco e nero, perche ai tempi la TV a colori era ancora un bene prezioso e nell'unica presente in casa non mi era concesso l'uso a causa dell'allora tipica paura dei genitori che si potesse rovinare con i videogiochi. Quando andavo a casa dei miei compagni di scuola alcuni avevano dei probabili cloni del NES (ai tempi non potevo saperlo), che con una grafica migliore rispetto al mio Atari 2600 mi lasciava di stucco e con la speranza un giorno di possedere quelle meraviglie. Al bar del paese poi erano presenti sempre un paio di cabinati a gettoni dove giravano giochi come Double Dragon II, Shinobi, Vigilante e Moonwalker che mi hanno fatto conoscere così le ormai defunte sala giochi a gettoni.





Tra i primi titoli in assoluto che ho iniziato a videogiocare all'età di 8 anni con l'Atari 2600 ci sono Pac Man, River Raid, Megamania e Pitfall.




Nel giro di cinque anni la mia passione per i videogiochi si era sempre di più consolidata, ma nonostante l'era dei 16-bit che si era già impadronita del mercato io ero ancora lì con il mio Atari 2600 perche per la mia famiglia non era possibile permettersi qualcosa di più costoso. E proprio per cercare fortuna altrove, io e la mia famiglia nel 1992 ci trasferiamo in Italia per cominciare una nuova vita dove aveva in parte le origini. Aver lasciato per sempre degli amici con cui passavo tutte le giornate e ritrovarmi improvvisamente da solo in un posto sconosciuto mi ha lasciato inizialmente molto triste. Nonostante le difficoltà economiche del dover iniziare una nuova vita, i miei genitori per cercare di tirarmi su di morale hanno deciso di regalarmi una console. Il sogno che mi portavo dietro dal Brasile (dove erano le console Sega ad avere più fama e prestigio) era avere il Megadrive, ma capendo benissimo il sacrificio che sarebbe stato per i miei genitori tirar fuori dei soldi in un momento così difficile, ho scelto con la stessa gioia e felicità il più economico Master System II con Alex Kidd in the Miracle World incluso nella memoria e in più il gioco Cyber Shinobi.





Questi sono i primi giochi che ho potuto dire di aver finito una volta abbandonata la ricerca del punteggio più alto su cui si basavano le partite con l'Atari 2600.




1992 - 1996:
GLI ANNI DELLA SCUOLA

Castle of Illusion e Ghouls'n'Ghost sono alcuni tra i titoli che si sono successivamente aggiunti tra i miei giochi del Master System, ma potevo giocarci a tanti altri dato che ho avuto la fortuna di abitare in un cortile sul retro di una videoteca che noleggiava videogiochi e di cui ovviamente ero cliente. Nel Natale del 1993 ricevo come regalo il primo modello del Game Boy con il quale alterno i miei pomeriggi tra libri di scuola e partite a Super Mario Land 2 e Tetris, così che quando mi proibivano di stare sempre attaccato alla TV con il Master System avevo comunque modo di videogiocare di "nascosto". Nel frattempo l'estate del 1994 (anno che ancora oggi considero il più bello della mia vita) è alle porte con gli esami di terza media che incombono all'orizzonte. Anche se erano già passati due anni dal mio arrivo in Italia, personalmente era un ostacolo difficile da superare per varie ragioni, da quelle linguistiche a quelle emotive. Probabilmente per incentivarmi, i miei genitori mi promettono un bel regalo, anche perche nello stesso mese avevo la cresima, e così non avevo dubbi sulla scelta: il tanto sognato Megadrive. E così dopo due settimane in cui mi ero completamente disconnesso dal mondo e non facevo altro che studiare dalla mattina alla sera, ho superato gli esami di terza media ed il sogno è diventato realtà!





Fino al 2003 saranno soltanto questi due giochi a significare il mio unico
approccio negli anni '90 con Nintendo dato che ero un fiero giocatore
delle rivali console Sega.




Gli amici che avevo in quel periodo, sia a scuola che i vicini di casa, possedevano anche loro il Megadrive, e di conseguenza è ancora oggi la console con la quale ho più condiviso ore di gioco con un compagno munito di secondo joypad. Come non ricordarsi delle ore piccole raggiunte in sfide interminabili fino all'ultima rivincita a giochi come Rock'n'Roll Racing oppure WWF Raw con i miei genitori arrabbiati per gli schiamazzi? Per non parlare poi di altri giochi come Two Crude Dudes, NBA Jam, Mortal Kombat 3, Wonder Boy 3, Boogerman e vari ancora di cui mi mettevo addirittura a registrare su videocassetta le mie partite da rivedere successivamente (oltre 10 anni prima che qualcuno inventasse YouTube!). Un anno dopo, imparando a mettere da parte le paghette mensili, sono arrivato ad acquistare anche il 32X insieme a Virtua Racing, Star Wars e Metal Head, assaporando così per la prima volta i giochi con grafica 3D a poligoni che avrebbero da lì a poco stravolto l'industria. Nel frattempo si andava in ferie al mare in Calabria e qui erano assolutamente le sala giochi le protagoniste della mia passione per i videogiochi. Qualsiasi bar aveva almeno due cabinati e tra i tanti titoli giocati ricordo vagamente alcuni picchiaduro della SNK, vari titoli della Taito e il mitico Street Fighter II. Ma uno in particolare mi è rimasto nel cuore tanto che è l'unico che ho finito (con 7 gettoni): Tumblepop! Arriviamo poi all'estate del 1996 quando le vacanze scolastiche diventano un ricordo, poichè finisco anche le scuole superiori (ho scelto un corso professionale biennale anziche un liceo) ed è tempo di pensare al mondo del lavoro. Io e altri due compagni di scuola decidiamo di regalarci da soli una delle nuove console appena uscite in quel periodo, ovvero il Saturn oppure la prima Playstation. Se all'apparenza sembrava ovvio che avrei scelto il Saturn dopo anni in compagnia dei giochi Sega, la mia decisione è andata invece per la macchina targata Sony che prometteva un futuro ben più roseo (e mai scelta fu così azzeccata). Ma vista ancora l'incertezza di un posto di lavoro, per poter acquistare la PS1 e almeno un gioco ho dovuto vendere tutto quello che ho accumulato nei due anni precedenti concludendo così un vero e proprio ciclo, sia personale che di storia videoludica.





WWF Raw e Rock'n'Roll Racing sono i giochi con i quali mi sono più divertito sul Megadrive. Tumblepop è il primo e unico gioco su cabinato a gettoni che ho
finito nonchè il mio più grande ricordo delle sala giochi, mentre Metal Head per
il 32X è stato il primo gioco con grafica a poligoni e texture che ho finito.




1996 - 2001:
LA SVOLTA E IL PUNTO D'INIZIO DELLA MIA COLLEZIONE

Passa poco tempo tra la fine della scuola e l'inizio del lavoro, e comincio a potermi permettere di acquistare in totale autonomia i giochi che volevo per la Playstation, tra cui il primo episodio di Tomb Raider e di Resident Evil. Trattandosi di esperienze completamente nuove rispetto a cosa giocavo fino a pochi mesi prima, la mia passione subisce un cambio di marcia verso una tipologia di titoli dall'approccio meno spensierato e più impegnativo. Con questa nuova mentalità comincio a guardare con interesse anche ad esperienze di gioco di cui prima me ne stavo alla larga, e così il cambiamento piu drastico e totale della mia passione videoludica arriva nel dicembre 1997 con l'uscita di Final Fantasy VII. Prima di allora la mia opinione sui giochi di ruolo non erano per niente positive, ma con la volontà di provare almeno un esponente del genere in vita mia (grazie proprio al mio cambio di mentalità) ho colto l'occasione di quello che veniva annunciato dalle riviste come il piu bello di tutti i tempi che stava per uscire. Scoprendo la profondità del gameplay, la longevità e la trama epica del capolavoro firmato Squaresoft, nonchè lo sviluppo dei personaggi e le tattiche di battaglia, quello dei giochi di ruolo è passato ad essere il genere dal piu "odiato" al piu amato! Da qui è partita una caccia a tutti i giochi di ruolo di stampo giapponese già disponibili e quelli in uscita, con uno sguardo rivolto mai come prima d'ora al mercato d'importazione. E siccome tutti i titoli citati in questo paragrafo li possiedo tutt'ora, non ci sono ombre di dubbi che questo è stato proprio il punto di partenza della mia attuale collezione.





Tomb Raider e Resident Evil sono stati i responsabili del mio cambio di marcia rispetto a cosa giocavo prima, altrimenti non avrei mai giocato a Final Fantasy VII e di conseguenza a tanti altri JRPG, tra cui la serie Suikoden.




A fine anni '90 videogiocare per me significava ormai Playstation, e Playstation per me significava giochi come Final Fantasy, Tekken, Metal Gear Solid, Tomb Raider, Crash Bandicoot e Resident Evil. Da appassionato di film horror, Resident Evil mi stava particolarmente a cuore tanto da diventare motivo di alzare lo sguardo verso altri lidi per un ritorno di fiamma. Infatti, Sega lancia in Giappone la Dreamcast e da lì a poco arriva l'annuncio di un nuovo episodio di Resident Evil in esclusiva ed intitolato Code Veronica. Pensare che non avrei più potuto giocare ad una delle mie serie preferite, senza nemmeno la certezza di vederlo un giorno dalle nostre parti, mi ha fatto prendere in mano il portafogli ed acquistare una Dreamcast in versione Giapponese insieme al gioco. E così insieme alla Playstation mi ritrovo nuovamente con una console Sega che purtroppo si rivelerà presto essere l'ultima, ma non per questo priva di giochi memorabili. Nonostante lavorassi ormai da pochi anni, la vita dimostra per la prima volta i suoi problemi e mi ritrovo a dover vendere la Dreamcast e i giochi che avevo acquistato, ma per fortuna questa è stata l'ultima volta che ho dato via qualcosa.





Resident Evil Code Veronica è stato il motivo dell'acquisto della Dreamcast, dove
ho potuto apprezzare non solo altri grandi giochi come Soul Calibur ma anche
un assaggio di come sarebbe stata la grafica in futuro.




2001 - 2003:
LA PLAYSTATION 2 E L'INGRESSO NEL MONDO NINTENDO

La Playstation 2 è ormai realtà, ma nonostante fosse la cosa che più desideravo avere ho aspettato alcuni mesi per l'uscita di Gran Turismo 3 e avere così un vero motivo per portarmi a casa la nuova console Sony. Quello che più attendevo però erano i nuovi episodi dei giochi che hanno segnato l'epoca della prima Playstation, come Metal Gear Solid 2, Silent Hill 2 e Final Fantasy X che non hanno tardato ad arrivare insieme ad altri titoli completamente nuovi che mi sono piaciuti molto, tra cui Shadow of the Colossus. Anche se con la Playstation 2 ero proiettato verso il futuro, dentro di me sentivo la mancanza della vecchia grafica 2D e così ho acquistato il Game Boy Advance nel 2003. Allo stesso periodo e sempre restando in casa Nintendo, il vecchio amore per la serie Resident Evil è tornato a farsi sentire e per lo stesso motivo della Dreamcast ho comprato anche il Nintendo Gamecube, dove in esclusiva assoluta era disponibile Resident Evil Zero. Da questo momento in poi Nintendo diventa ufficialmente la mia seconda casa dopo la Playstation, e avendo in passato posseduto solamente Master System e Megadrive, mi si apre un mondo nuovo tutto ancora da scoprire con gli storici brand Nintendo che non ho avuto a che fare nella breve parentesi con il primo Game Boy dieci anni prima.





A livello di novità su PS2 è senza ombra di dubbio Shadow of the Colossus il miglior
esponente per me, mentre invece restando sul classico è stato Resident Evil Zero
a farmi entrare nel mondo Nintendo anzichè Mario e Zelda.




2004:
FINAL FANTASY XI

Il 2000 è stato l'anno in cui ho comprato il primo PC in vita mia e ho scoperto così Internet, dove presto ho imparato il linguaggio HTML e sono stato fondatore, webmaster e webdesigner di un sito di wrestling (un'altra mia passione insieme a quella di fare il DJ) che ha riscosso un ottimo successo e di conseguenza mi ha concesso meno tempo per prendere in mano un joypad. Una volta chiusa quest'esperienza nel 2004, la mia passione per i videogiochi ha puntato gli occhi su Final Fantasy XI che stava per arrivare in europa nell'autunno dello stesso anno. Ma c'era un problema: per la prima volta si trattava di un episodio giocabile solamente online previo pagamento di un abbonamento mensile. Il fatto di non aver mai giocato online, il fatto di non aver mai giocato su PC e l'idea di dover sborsare mensilmente ulteriori soldi per giocarci sono stati inizialmente gli ostacoli principali, superati poi grazie alla forza dell'amore verso la serie Final Fantasy di cui non volevo perdermi questo nuovo ed effettivo episodio principale. E così con Final Fantasy XI ho iniziato per la prima volta un gioco su PC nonchè la mia prima esperienza di gioco online. L'immensità del mondo, la lentezza della progressione e la continua difficoltà nel raggiungere gli obiettivi mi hanno portato a giocare per oltre quattro anni quasi solo a Final Fantasy XI, ma oggi sono felice di dire che questa è stata la mia esperienza videoludica più bella in assoluto dalla quale sono nate belle amicizie con persone lontane che durano tutt'ora da più di un decennio.


Quasi cinque anni senza giocare quasi a nient'altro per dedicarsi solo a Final Fantasy XI.
Ogni tanto ancora ci gioco anche se i tempi d'oro sono un lontano ricordo,
ma le amicizie create durano tutt'oggi via Skype e Whatsapp ogni giorno.




2005 - 2006:
SEMPRE PIÙ NINTENDO

Il mio ingresso al mondo Nintendo viene ulteriormente rafforzato con le nuove macchine che stavano per sostituire il Game Boy Advance e il Gamecube che ormai erano parti della mia famiglia di console. Touch screen e sensori di movimento che sono oggi all'ordine del giorno stavano per diventare le tecnologie che avrebbero rivoluzionato il modo di giocare con un'interazione completamente nuova. Acquisto così nel natale del 2005 il Nintendo DS, senza nascondere però il timore che questo nuovo modo di giocare potesse stravolgere il tutto al punto di non trovare più giochi come quelli a cui ci avevo giocato finora. E l'anno successivo gli stessi timori si sono manifestati anche alla presentazione del Wii e del suo telecomando che ci avrebbe fatto giocare muovendoci davanti alla TV, ma nonostante tutto decido addirittura di prenotare la console. Questa è stata la prima volta in vita mia in cui ho acquistato una console nuova al "day one", cosa che non avevo mai fatto nemmeno con la tanto amata Playstation. Se le prime esperienze di gioco sia su Nintendo DS che su Wii erano chiaramente intente a dimostrare cosa erano capaci di fare, presto sono arrivati i giochi veri e propri come piacciono a me facendomi definitivamente capire che Nintendo non era più una semplice alternativa alla Playstation.


Negli anni successivi giochi come Final Fantasy III uscito per la prima volta in occidente
grazie al DS, e Xenoblade per Wii che personalmente ritengo il miglior JPRG uscito in quella generazione, mi hanno completamente ripagato la fiducia posta in Nintendo.




2007 - 2008:
IL RECUPERO DEL PASSATO, IL COLLEZIONISMO E LA NASCITA DI PUSH START BUTTON

Ormai a casa mia ci sono Playstation, Playstation 2 (presto anche la 3), Game Boy Advance, Nintendo DS, Gamecube, Wii e una quantità di software per tutte queste console che messe insieme toccano quota 300 giochi. Ma la cosa più importante è che tutto questo materiale si è automaticamente accumulato nel giro di oltre 10 anni, dando vita così indirettamente ad una vera e propria collezione. Da questa presa di coscienza di avere tra le mani qualcosa d'importante e autentico, frutto di una semplice passione nata da quando ero bambino, creo il mio sito personale chiamato Push Start Button con l'intenzione di catalogare e aggiornare il materiale in mio possesso. Soffermandomi in particolare sugli oltre 100 giochi per la prima Playstation e tutti risalenti a quando li ho acquistati personalmente negli anni '90, è stato impossibile non ricordarmi del materiale venduto ai tempi come il Master System e il Megadrive, ma anche del Saturn che era stata l'unica console Sega che non ho avuto. E a proposito di console non avute, come non pensare quindi a quelle Nintendo uscite prima che io acquistasse il Gamecube. Nulla mi proibiva di riprendermi il passato, e grazie a eBay e i siti collezionistici ogni barriera del tempo è stata infranta, consentendomi di trovare ancora in vendita tutto quello che cercavo e recuperare piano piano il tutto. Poter rivedere ad esempio dopo tantissimi anni di nuovo insieme gli stessi giochi che avevo per il Megadrive è stata un'emozione unica!


Una vecchia foto della mia collezione nel 2007 quando al materiale che già possedevo da anni si sono aggiunte sia le novità dell'epoca che i recuperi del passato come i giochi Sega e Nintendo.




2008 - 2014:
E ORA SI GIOCA SENZA SOSTA!

Chiusa la mia esperienza di quasi cinque anni su Final Fantasy XI (su cui avrò ancora delle brevi parentesi negli anni successivi) e una quantità enorme di giochi ancora da fare, soprattutto quelli per console che non avevo mai avuto prima, la voglia d'impugnare un joypad torna con particolare prepotenza. La Playstation 3 essendo la grafica in HD la novità del momento è quella che prendo in considerazione giocando al primo Assassin's Creed e a Metal Gear Solid 4, ma presto torno indietro sulla Playstation 2 per recuperare capolavori come ICO e i due God of War. Arriva il momento di esplorare quel mondo Nintendo a me ancora sconosciuto chiamato Hyrule e finisco tutti di fila Zelda A Link to the Past, Zelda Ocarina of Time e Zelda Majora's Mask, e farlo con le console e le cartucce originali (sempre rigorosamente complete di scatola e libretto) dopo oltre dieci anni dalla pubblicazione rende ancora più appagante e sensato il mio concetto di collezione. Riprendendo saghe conosciute ai tempi della PS1, finisco tutti gli episodi di Suikoden ma soprattutto di Final Fantasy che ancora non avevo giocato, e ovviamente gioco anche a Final Fantasy XIV sia nella sua prima versione che nella seconda, senza però trovare lo stesso mordente del precedente episodio online. Per la prima volta finisco all'età di 34 anni un gioco dei Pokemon (Y), e anche un gioco in prima persona avendo da sempre evitato questo tipo di visuale, ovvero Dead Island. E come non citare altri capolavori del passato come i due Shenmue per Dreamcast e Super Mario World per Super Nintendo, ma anche capolavori moderni come Dead Space, Bayonetta e The Last of Us. Insomma, la lista di giochi completati è in aumento come non mai nonostante il poco tempo e va a toccare un pò tutti i generi, dimostrando che con il passare degli anni la voglia di giocare non è diminuita ma è anzi aumentata, sia sulle appene uscite nel frattempo Playstation 4 e Wii U (entrambe acquistate al "day one") che sulle console precedenti.





Mai il detto "meglio tardi che mai" fu così azzeccato!




2014 - 2016:
SOULS E FROM SOFTWARE

Se negli anni '90 il gioco più importante per me è stato Final Fantasy VII e negli anni 2000 Final Fantasy XI, negli anni '10 non ci sono ombre di dubbio che sono stati i cosiddetti "Souls". Nel 2011 provo Demon's Souls, ma l'esperienza di gioco si rivela subito non compatibile con le mie disponibilità di tempo e lo lascio perdere quasi subito. Nel 2014, complice la grande attesa per l'uscita di Dark Souls II generata dopo il successo del precedente episodio, decido di dare una seconda chance a Demon's Souls e affronto le sue insidie con un approccio completamente diverso. Ogni inevitabile morte non era tempo perso come credevo prima, ma una lezione per imparare a fare meglio e andare oltre. La dedizione richiesta quindi era completamente diversa dagli altri giochi moderni usciti e accusati di condurre per mano i giocatori verso la fine. E' stata lunga, molto pesante e a tratti stancante, ma attraversare i mondi cupi e putridi di Demon's Souls fino alla fine è stata la più grande sensazione di appagamento che io abbia mai provato in un videogioco. Acquisto immediatamente il primo Dark Souls per poterci giocare ed essere pronto all'arrivo del seguito, e scopro come la fantastica formula di Demon's Souls si sia elevata a capolavoro. Inutile aggiungere quindi che ho finito successivamente anche Dark Souls II e Dark Souls III, ma soprattutto Bloodborne che nonostante il nome diverso è sempre un Souls ma con una nuova ed affascinante ambientazione. Se la modernità mi ha portato ad odiare i DLC e i contenuti in digitale, sono stati soltanto i Souls le uniche eccezioni verso questa tipologia di acquisti, anche se poi da bravo collezionista ho recuperato anche le copie fisiche con già inclusi i contenuti che prima erano solo scaricabili previo pagamento. Ma non è finita: di ottenere i trofei di un gioco su PS3 o PS4 non mi è mai importato nulla, ma anche qui i Souls sono stati un'eccezione e li ho completati al 100% ottenendo il trofeo di platino dopo averli finiti più volte (cosa che con un gioco non facevo dai tempi delle scuole). Ormai è amore verso i Souls e la sua casa di sviluppo From Software, tanto che di punto in bianco decido di collezionare tutti i suoi titoli in versione Giapponese acquistando i giochi direttamente dal Giappone tramite un intermediario sul posto. Le intenzioni di questa collezione a tema è quella di scoprire il passato di From Software, partendo dalla serie King's Field che sono le antiche radici dei Souls e di cui ho già finito vari episodi.





Nonostante i giochi principali siano i Dark Souls, apprezzo particolarmente Demon's Souls e Bloodborne per le ambientazioni di forte impatto e ancora uniche.




2016 - OGGI:
UNA NUOVA VITA

Prima o poi chiunque nella vita intraprende la propria strada e il 2016 è l'anno in cui vado a vivere da solo. Inevitabilmente la mia collezione è un "problema" da tenere in considerazione essendo arrivata ad oltre 900 giochi e una ventina di console tutte complete di scatola, per cui personalmente progetto librerie e mobili su misura da far realizzare proprio per contenere il tutto ma già considerando lo spazio per futuri acquisti. Tra ristrutturazione e scatoloni per il trasloco mi resta da giocare soltanto con il PC, dove per la prima volta finisco un gioco di ruolo di stampo occidentale: The Witcher. Una volta sistemato tutto nella casa nuova riprendo a giocare sia ai giochi recenti che ai capolavori del passato presenti nella mia collezione, come ad esempio Panzer Dragoon Saga per Saturn e Chrono Trigger per Super Nintendo. E a proposito di Nintendo nel frattempo esce il Nintendo Switch che ovviamente acquisto al lancio, mentre sul fronte Playstation sono grandi titoli come Nier Automata e God of War a farsi apprezzare nell'attesa che venga annunciata la PS5.





Anche se ci sono materiali sparsi in altri armadi, questa è la mia collezione e
la mia postazione di gioco attualmente.




Marco Underground DJ




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